Il responsabile unico del progetto (RUP) nel nuovo codice appalti

La figura del RUP nel nuovo codice appalti: da responsabile unico del procedimento a responsabile unico del progetto, ecco cosa cambia

Gentili Lettrici Egr Lettori, portiamo alla Vs. attenzione  :

Il RUP nel nuovo codice appalti è il Responsabile Unico del progetto e non più del procedimento come era nel vecchio codice appalti, il D.Lgs. 50/2016. In questo articolo analizziamo la figura del RUP nel nuovo codice. Come abbiamo anticipato, il RUP nel nuovo codice degli appalti cambia le sue generalità, diventando il project manager dell’appalto.

L’art. 15 del D.Lgs 36/2023 disciplina la sua nomina e le sue funzioni. L’allegato I.2 definisce i requisiti e i compiti. Le attività del RUP sono diverse e tutte molto complesse, sia sotto il profilo procedurale che sotto il profilo della responsabilità. Scopriamo come cambia il ruolo del RUP nel nuovo codice degli appalti rimandando per ulteriori chiarimenti alla lettura anche sulle piattaforme degli Entri Locali. In data 05 febbraio 2025 ci sono stati aggiornamenti.

Il Rup può disporre l’aggiudicazione se non ha poteri a valenza esterna?

Il RUP può disporre l’aggiudicazione solo se dotato di poteri a valenza esterna, come stabilito dall’art. 7 comma 1 lett. g) dell’Allegato I.2 al D.Lgs. 36/2023. Nello specifico, adotta il provvedimento finale della procedura quando, in base all’ordinamento della stazione appaltante, ha il potere di manifestare all’esterno la volontà della stessa. A stabilirlo è il TAR del Piemonte con la sentenza n. 980 del 16 gennaio 2025.

Nel caso in esame, la ricorrente contesta l’incompetenza del soggetto che ha disposto l’aggiudicazione, sostenendo che tale prerogativa spettasse al Rup. Tuttavia, il giudice ha rilevato che, nel caso specifico, il Rup era incaricato unicamente di predisporre la proposta di aggiudicazione, lasciando la decisione finale al soggetto competente dotato di poteri a valenza esterna.

Un’altra contestazione riguarda il numero dei membri della commissione giudicatrice (5 invece dei 3 previsti dal bando di gara), contestazione respinta poiché il giudice ha chiarito che l’art. 93, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 consente fino a 5 membri, lasciando un margine di discrezionalità alla stazione appaltante. L’aumento, in questo caso specifico, è stato giustificato da esigenze organizzative e l’assenza di effetti negativi dimostrati non invalida gli atti, portando solo ad un lieve allungamento dei tempi.

La ricorrente contesta, inoltre, l’unanimità dei punteggi assegnati, denunciando una violazione del principio di individualità delle valutazioni. Il giudice ha ribadito che, salvo obblighi specifici di verbalizzazione, il voto finale è una sintesi collegiale delle valutazioni individuali, come confermato dalla giurisprudenza. Inoltre, la durata delle operazioni di valutazione non invalida gli atti, a meno che non emergano irrazionalità o errori evidenti. Ultima contestazione verte sulla mancata verifica dell’anomalia tra le ore di lavoro e i costi, respinta anch’essa poiché la verifica era facoltativa e non necessitava di motivazione, salvo evidenti irregolarità. Inoltre, le ore aggiuntive, essendo migliorie gratuite, non rientravano nel calcolo economico.

Chi è il responsabile unico del progetto (RUP)?

Chi è il RUP nel nuovo codice appalti? Il Responsabile unico del progetto è la figura fondamentale nel ciclo vita di ogni appalto, dalla fase di progettazione fino a quella di esecuzione del contratto di appalto; svolge importanti compiti e assume specifiche responsabilità che hanno come obiettivo quello di garantire la correttezza e l’efficacia delle procedure.

Da responsabile unico del procedimento a responsabile unico del progetto: come cambia la figura del RUP

Il passaggio da Responsabile Unico del Procedimento (RUP) a Responsabile Unico del Progetto (RUP) è un cambiamento significativo nel quadro normativo italiano riguardante gli appalti pubblici, come stabilito dal D.Lgs. 36/2023, che ha sostituito il D.Lgs. 50/2016. Nel D.Lgs. 50/2016, il RUP era una figura centrale per la gestione delle procedure di appalto, responsabile delle fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione. Questa figura era incaricata di garantire la conformità alle normative e di vigilare sull’intero processo di realizzazione dell’opera pubblica, con un ruolo di supervisione e coordinamento. Il RUP doveva essere nominato tra i dipendenti della stazione appaltante e aveva l’obbligo di possedere competenze adeguate per il suo incarico.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023, il RUP ha subito una trasformazione significativa, diventando il Responsabile Unico del Progetto. Questa nuova figura mantiene la centralità del ruolo, ma si concentra maggiormente sull’intervento pubblico nel suo complesso, assimilando funzioni simili a quelle di un project manager. Nello specifico:

  • il nuovo codice introduce la possibilità di nominare responsabili di procedimento per ciascuna fase dell’appalto (programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione), consentendo al RUP di delegare compiti specifici e ridurre il carico di responsabilità;
  • il RUP ora deve garantire il completamento dell’intervento pubblico nei termini previsti e nel rispetto degli obiettivi, enfatizzando un approccio orientato ai risultati;
  • l’introduzione di responsabili per le fasi consente una ripartizione più chiara delle responsabilità e una gestione più efficace dei compiti, evitando una concentrazione eccessiva di responsabilità in un’unica figura;
  • sebbene il RUP debba continuare a possedere competenze adeguate, il nuovo codice specifica ulteriormente le necessità professionali legate al suo ruolo, rendendo la figura più specialistica e orientata alla gestione di progetti complessi.

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